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Capitolo 5: La lunga marcia

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Ancora in pigiama, arriviamo al porto dieci minuti prima del check-in, per poi salire sul traghetto e affrontare il viaggio di 3 ore sullo stretto di Cook, che passa fra una cioccolata calda e due chiacchiere in francese. A Picton riforniamo ogni tipo di risorsa, per prepararci al viaggio che ci porterà sulla West Coast, la zona più selvaggia del paese. Il tragitto fra valli e montagne porta con sé riflessioni più e meno scontate e problematiche inattese: - Il patrimonio naturalistico della Nuova Zelanda è simile, per molti aspetti, a quello Italiano. Avendo la stessa e opposta latitudine, le differenze di clima sono dettate solo dal differente tipo di massa d'acqua circostante, che fa sì che il paese dei kiwi, specie in questa regione, somigli a un'immensa valle alpina. Qui però valorizzano molto di più le caratteristiche morfologiche, con una bassissima cementificazione e uno sfruttamento abile ma non invasivo dal punto di vista turistico. - Però mannaggiaaimarsupiali so...

Capitolo 4: Non di solo pane vive l'uomo

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Il risveglio fra i cinguettii del campeggio è probabilmente il migliore dall'inizio del viaggio. Ci prepariamo a partire con moooolta calma, per sfruttare al meglio le prese di corrente e visto che non abbiamo impegni particolari. Stasera dovremo essere a Wellington, la capitale, ma ci vogliono massimo tre ore, quindi possiamo permetterci pause e deviazioni. Un'occhiata alla guida ci suggerisce di dare alla giornata un taglio culturale, a partire dal museo regionale di Whanganui, che parla dell'antichissima storia del luogo: ci sono reperti ancestrali quali la bicicletta del bisnonno del giornalaio e una canoa maori che è stata usata l'ultima volta il mese scorso. Meglio nell'ala naturalistica, dato che ospita la più grande collezione di ossa di Moa e qualche strambo nome di volatile. Dopo essere saliti sulla torre più alta ad ammirare un ottimo panorama del circondario, che ha la spiacevole caratteristica di roteare a causa dei 176 scalini a chiocciola, andiamo ...

Capitolo 3: One does not simply...

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La montagna, specie in primavera, è estremamente volubile e capricciosa, non importa in quale parte del mondo tu sia, e al Tongariro, intorno al quale si snoda uno dei trekking più belli del mondo, non gliene importa un fico secco se noi arriviamo dall'altra parte del mondo apposta per ammirarlo, non è un Narciso e ce lo fa capire con un temporale che se non supera quello del primo giorno, quantomeno ci si avvicina. Tutte le navette sono annullate e qualsiasi guida cartacea e umana sconsiglia di affrontare il percorso sotto queste condizioni meteo. Con l'amaro in bocca, muoviamo verso il punto acqua più vicino, per poter finalmente lavare i piatti, mentre decidiamo come riprogrammare la nostra giornata. Alla fine, optiamo per un trekking secondario, più breve e semplice, alle pendici del Ruapehu, un vulcano attivo sul confine del parco naturale e delle vorticanti nuvole nere sovrastanti. Per raggiungere le Waitonga Falls bisogna seguire un percorso di 1 h e 20 neozelandesi ...

Capitolo 2: Casa del diavolo

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Il secondo risveglio è invece causato da un cacofonico starnazzare di oche, anatre, parenti di gabbiani e trampolieri vari, la fauna del lago infatti ha poco rispetto per gli umani e passeggia fra i camper di prima mattina. Consapevoli di essere a corto d'acqua, organizziamo il tragitto giornaliero mentre facciamo colazione. Giornata pienissima, oggi, perché nella città di Rotorua, nota meta turistica, le cose da fare non mancano. Noi partiamo dal quartiere di Ohinemutu, una specie di ex ghetto maori dove vilette in stile inglese sono state costruite con un tocco tribale, totem nei giardini e tatuaggi sugli stipiti. Pare che il 35% della popolazione kiwi faccia parte di questa etnia, mentre io posso affermare che il 100% di loro parli con un accento che gli impedisce di pronunciare le vocali nel punto giusto. La puzza di uova marce continua a perseguitarci e lo farà per tutto il giorno; si tratta di zolfo, dal momento che la città (detta anche Sulphur City) è al centro della zo...

Capitolo 1: Governo ladro

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Il primo risveglio su suolo neozelandese è gentilmente offerto da un diluvio biblico che picchia scrosciante sul tettuccio del van, ed è sotto questo nubifragio che vaghiamo come anime in pena alla ricerca di una ricarica di gas per evitare di mangiar crudo vita natural durante. Trovato questo, cerchiamo una sostituzione alla guarnizione della valvola, che non funziona. Per fare ciò, esploriamo in lungo e in largo una qualche cittadina, il cui nome non ha importanza perché tanto sarà identica a qualsiasi altra cittadina nel raggio di kilometri: centro di negozi e uffici in edifici cubici rigorosamente a un piano, circondati da villette a schiera tipo americano con cassetta della posta, garage e tutto il repertorio di stereotipi, abitate da persone estremamente gentili e mediamente grassocce. Intanto, la pioggia continua imperterrita. Fortunatamente non è un problema, perché la nostra prima destinazione è al coperto. Molto al coperto. Sottoterra. Alle Grotte di Waitomo, la principa...